Dimmi quello che vuoi dire

Comunicare meglio fa bene a te e anche alla sostenibilità

Quante volte ti è capitato di voler dire una cosa e invece di ritrovarti a dire qualcosa di completamente diverso, sperando che l’altro capisse cosa volevi dire originariamente? O di ricevere un tipo di richiesta che ti manda in confusione, invece di chiarirti le idee?

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Spesso? Bene, welcome to the club.

Più o meno io queste situazioni le ho identificate così:

👉🏻 Voglio dirti A, ma finisco per dirti B e incrocio le dita sperando che tu capisca comunque A

👉🏻 Vorrei dirti A, ma mi trattengo, aspettandomi che arrivi lo stesso per magia

👉🏻 Vorrei che tu capissi A (o forse B?), e quindi mi esce C, aspettandomi che tu intuisca A (o forse B?!)

Sì, lo so, è un caos.

In momenti del genere è facile che ci scatti dentro quella frustrazione familiare, quella che ci porta a pensare “Ma perché non capisci? È ovvio!”. E spesso, senza rendercene conto, finiamo per dare la colpa a chi ascolta, come se fosse sua responsabilità capire esattamente cosa vogliamo dire, senza che noi facciamo lo sforzo di essere davvero chiari. Oppure, se sei tu dalla parte di chi riceve una richiesta, senti di non poter dare il tuo contributo appieno o come vorresti perché non hai chiara la richiesta. Che sbatti.

Ma se ci fermiamo un attimo e pensiamo: quante incomprensioni e discussioni potremmo evitare se, al posto di contare sull’intuizione altrui, mettessimo un po’ più di chiarezza e trasparenza in quello che diciamo?

Proprio da questa riflessione nasce una connessione più ampia, che collega la comunicazione chiara e diretta a temi fondamentali come la sostenibilità e la gender equality. Sì, perché il modo in cui ci relazioniamo può avere un impatto importante, non solo nelle nostre vite personali, ma anche nel costruire una società più equa e rispettosa.

Comunicazione sostenibile: un modo di rispettare anche le risorse degli altri

Quando parliamo di sostenibilità, pensiamo subito all’ambiente, alla riduzione degli sprechi, al risparmio energetico. Ma la sostenibilità è anche uno stile di vita e un modo di pensare che possiamo applicare in molti altri contesti, come quello della comunicazione. Una comunicazione chiara e diretta risparmia risorse: tempo, energia mentale e anche emozioni, tutte cose che non dovremmo mai dare per scontate. Pensaci: le energie che impieghi per capire meglio, interpretare e rimuginare su cosa è andato storto sono tantissime. Non sarebbe meglio usarle per qualcosa di più costruttivo?

Immagina di dover interpretare i messaggi non chiari che ricevi in una giornata, che sia al lavoro, in famiglia, con gli amici. Quanta energia potresti risparmiare se ogni richiesta fosse formulata in modo preciso e semplice, senza dover scavare o fare supposizioni su cosa si aspettano da te?

Esercitare chiarezza vuol dire rispettare chi ci ascolta, offrendo un punto di vista accessibile e immediatamente comprensibile. Così facendo, facciamo la nostra parte per ridurre il “consumo” di risorse mentali che, proprio come le risorse ambientali, non sono infinite.

Questo approccio alla comunicazione diventa fondamentale soprattutto sul lavoro. In un team, per esempio, parlare chiaro e spiegare bene cosa ci si aspetta dagli altri può fare una grande differenza. Pensiamo a quei progetti in cui ogni membro del gruppo deve sapere esattamente qual è il suo ruolo: quando c’è chiarezza, non solo si risparmia tempo, ma si lavora meglio e con meno stress, rispettando l’energia e l’impegno di ognuno. E in più, l’ambiente lavorativo diventa più sereno, perché tutti si sentono riconosciuti e valorizzati.

Bello eh, il politically correct, ma vuoi mettere con il fatto di arrivare al punto? Molto meglio!

Quindi sì, una comunicazione sostenibile, che rispetta il tempo e l’attenzione degli altri, è una piccola azione quotidiana che possiamo fare per il benessere collettivo, e contribuisce a costruire relazioni più sane e gratificanti.

Comunicazione e gender equality: abbattere i pregiudizi

Un altro aspetto molto importante è come la chiarezza nella comunicazione possa contribuire a rendere le nostre relazioni più inclusive. Esiste infatti un bias di genere radicato che porta a giudicare le donne in modo diverso quando sono assertive, ovvero quando fanno richieste chiare e dirette. Quante volte, infatti, capita che una donna venga considerata “aggressiva” solo perché ha espresso chiaramente ciò che desidera? Questo pregiudizio non riguarda solo il mondo del lavoro, ma anche le interazioni di tutti i giorni.

C’è una distinzione importante tra comunicazione assertiva e comunicazione aggressiva, e capire questa differenza può aiutarci a creare una società in cui ogni persona – indipendentemente dal genere – può sentirsi libera di esprimere i propri bisogni senza timore di essere giudicata.

Una donna dovrebbe sentirsi autorizzata a chiedere ciò che le serve in modo chiaro, senza sentirsi etichettata. E allo stesso tempo, anche gli uomini possono trarre beneficio da una cultura che non penalizza la chiarezza ma anzi la valorizza.

Quindi, una comunicazione equa significa accogliere e rispettare le differenze, senza aspettarci che tutti si esprimano nello stesso modo, e senza etichettare nessuno per il solo fatto di essere chiaro e diretto. In questo modo, possiamo dare un contributo concreto a una cultura dell’inclusione, dove le persone si sentono libere di essere se stesse, di parlare chiaramente e di ricevere lo stesso rispetto a prescindere dal loro genere.

Assertività e chiarezza: perché è un processo psicologico che fa bene a tutti

La comunicazione assertiva non è solo una tecnica, ma è anche un processo psicologico profondo, un esercizio di rispetto per se stessi e per l’altro.

Applicarla vuol dire esprimere i propri bisogni in modo chiaro, ma senza invadere lo spazio altrui, trovando un equilibrio tra il rispetto dei nostri desideri e quello dell’altra persona.

Saperlo fare vuol dire riconoscere che abbiamo il diritto di chiedere, ma anche che chi ascolta ha il diritto di comprendere bene cosa gli stiamo chiedendo.

Un aspetto interessante della comunicazione assertiva è che ci aiuta a fare chiarezza anche su noi stessi: più siamo consapevoli di ciò che vogliamo, più riusciamo a tarare le nostre aspettative su ciò che è realistico. Questo non solo ci evita molte frustrazioni, ma ci rende più capaci di stabilire relazioni autentiche e appaganti, in cui sia noi che l’altro ci sentiamo a nostro agio e valorizzati.

Alla fine, imparare a comunicare in modo chiaro e rispettoso è davvero uno strumento potente. È un atto di rispetto verso chi ci ascolta, perché gli permettiamo di capire subito cosa ci serve, senza giochi di parole o ambiguità.

E, in più, è una scelta che contribuisce a creare una cultura della sostenibilità nelle relazioni: scegliamo di ridurre gli sprechi di tempo e di energia, sia per noi che per gli altri, investendo in interazioni che ci arricchiscono invece di metterci a disagio.

Quindi, la prossima volta che hai qualcosa da dire, chiediti: “Sono statə davvero chiarə?”

È un piccolo cambiamento, ma può fare una grande differenza. Perché in fondo, anche se sembra scontato, comunicare in modo efficace è uno dei regali più grandi che possiamo fare a noi stessi e agli altri.