Workshop interattivi

Se vuoi organizzare un percorso con me per te o il tuo gruppo di ricerca, contattami a lamezzamisura@gmail.com

Progettare la ricerca per la salute con uno sguardo più ampio

La ricerca per la salute non accade nel vuoto.
Ogni protocollo, ogni ipotesi, ogni scelta metodologica porta con sé conseguenze che vanno oltre il risultato clinico finale.

Chi includiamo e chi escludiamo?
Quali differenze consideriamo rilevanti?
Quali impatti ambientali generiamo mentre cerchiamo soluzioni?

Questi laboratori nascono da una convinzione semplice: innovare meglio significa progettare con maggiore consapevolezza. Non aggiungendo un paragrafo etico alla fine di un grant, ma integrando fin dall’inizio criteri di equità e sostenibilità nel design della ricerca.

Sono percorsi di 3 ore, pensati per chi sta facendo un percorso di ricerca nel settore della salute e vuole rafforzare la qualità metodologica dei propri progetti e allinearli alle sfide contemporanee della salute.

Che metodo usiamo?

Il metodo con le carte è il cuore dei laboratori: le carte funzionano come prompt di progettazione, cioè domande mirate che aiutano a far emergere assunzioni implicite, punti ciechi e scelte “automatiche” nel design della ricerca

Rendono il lavoro più concreto e più rigoroso, perché non si parte da un brainstorming generico ma da vincoli e prospettive strutturate (inclusione/esclusione, endpoint, contesto, impatti, trade-off). Lavorando in piccoli gruppi, ogni team applica le carte a un progetto reale o a un caso studio e costruisce proposte motivate, quindi discutibili e migliorabili. Questo approccio sposta la conversazione dal piano delle intenzioni (“sarebbe importante…”) a quello delle decisioni (“cosa cambiamo nel protocollo?”). Le carte aiutano anche a rendere comparabili i risultati tra gruppi diversi, facilitando una restituzione finale utile e non dispersiva. E soprattutto, non finiscono in aula: diventano una checklist intelligente che i partecipanti possono riprendere quando scrivono un grant, impostano un protocollo o rimettono mano a un progetto.

Per chi sono questi laboratori?

– Scuole di dottorato
– Dipartimenti universitari
– Centri di ricerca
– Gruppi interdisciplinari che lavorano in ambito salute

Entrambi i percorsi sono progettati per essere altamente interattivi e adattabili al contesto disciplinare specifico.

Dalla molecola alla persona

Progettare la salute con la lente del genere e dell’intersezionalità nel design della ricerca

Ogni progetto di ricerca parte da una domanda. Ma ogni domanda porta con sé presupposti impliciti.

Questo laboratorio aiuta a rendere visibili i bias metodologici e strutturali che possono influenzare il design di uno studio: criteri di inclusione ed esclusione, definizione degli endpoint, raccolta e interpretazione dei dati, trasferibilità dei risultati.

perchè sceglierlo

Attraverso un lavoro guidato con carte tematiche e casi studio, i partecipanti sono invitati a rivedere i propri progetti con una lente intersezionale, considerando genere, determinanti sociali e contesto come variabili strutturali e non accessorie.

Non si tratta di “aggiungere una categoria”, ma di ripensare il processo di progettazione per renderlo più robusto, più equo e più aderente alla complessità reale della salute.

Obiettivi didattici
  • Riconoscere bias impliciti nei protocolli di ricerca
  • Integrare determinanti sociali e differenze strutturali nella formulazione delle domande di ricerca
  • Ripensare endpoint e criteri di inclusione in chiave più equa
  • Tradurre l’equità in scelte metodologiche concrete
Struttura (3 ore)

Cornice comune

  • concetti chiave e definizioni essenziali
  • esempi pratici per riconoscere “punti ciechi” nel design della ricerca
  • linguaggio condiviso per lavorare in modo allineato

Lavoro applicativo in gruppi

  • applicazione guidata a un progetto reale o caso studio
  • individuazione di criticità e bias/impatti invisibili
  • riformulazione di scelte progettuali (criteri, variabili, endpoint, priorità)

Restituzione e sintesi operativa

  • condivisione dei risultati di ogni gruppo
  • confronto su trade-off e scelte possibili
  • definizione di 3–5 azioni prioritarie “da portare a casa”

Output

  • Revisione critica del progetto/caso analizzato (cosa funziona, cosa manca, cosa rischia)
  • Lista di azioni migliorative, divise in: “subito” / “da pianificare”
  • Mini-framework riutilizzabile (domande e criteri) per grant, protocolli e nuovi progetti

Quanto pesa la tua ricerca?

Dall’idea al laboratorio: integrare la sostenibilità ambientale nel processo di ricerca

La ricerca produce conoscenza, ma produce anche consumo di energia, materiali, rifiuti e filiere globali complesse.

Questo laboratorio guida i partecipanti a mappare l’impronta ambientale dei propri progetti: dalla fase sperimentale alla potenziale applicazione clinica o territoriale. Attraverso carte tematiche dedicate a energia, materiali, rifiuti, supply chain e indicatori multidimensionali, i gruppi lavorano per individuare impatti invisibili, trade-off e possibili margini di miglioramento.

perchè sceglierlo

L’obiettivo non è rallentare l’innovazione, ma renderla più solida nel tempo: più resiliente, più difendibile, più pronta a reggere il passaggio dal laboratorio al mondo reale. Integrare criteri ambientali nel processo decisionale scientifico non significa aggiungere un vincolo “in più”, ma fare progettazione migliore: anticipare rischi, evitare soluzioni che funzionano solo sulla carta, riconoscere dipendenze critiche (energia, materiali, filiere) che domani possono diventare colli di bottiglia. In questa prospettiva la sostenibilità non è un tema accessorio, ma un parametro di qualità, al pari di robustezza metodologica, riproducibilità e trasferibilità.

Inoltre, sempre più spesso questi aspetti entrano nei criteri di valutazione: in bandi, partnership, policy di Ateneo e richieste istituzionali. Saper argomentare scelte sostenibili, misurare anche in modo preliminare l’impatto e discutere apertamente i trade-off rende un progetto più competitivo e più credibile, perché dimostra capacità di visione e responsabilità lungo tutto il ciclo di vita dell’innovazione.

Obiettivi didattici
  • Analisi del ciclo di vita di un progetto di ricerca
  • Identificazione dei principali impatti ambientali
  • Introduzione di indicatori ambientali nei processi decisionali
  • Capacità di valutare trade-off tra efficacia, costi e sostenibilità
Struttura (3 ore)

Cornice comune

  • Allineamento sul perché la sostenibilità è un parametro di qualità del progetto
  • Concetti chiave: impronta ambientale della ricerca, ciclo di vita, indicatori multidimensionali, trade-off (efficacia/costi/impatti)
  • Esempi concreti dal mondo salute per rendere visibili dimensioni spesso fuori dal radar
  • Output di questa fase: lessico condiviso + “mappa mentale” dei punti critici

Lavoro applicativo in gruppi

  • Scelta di un progetto reale dei partecipanti o di un caso studio guidato
  • Mappatura dell’impatto lungo le fasi/aree: energia, materiali, rifiuti, supply chain, misurazione
  • Uso delle carte come vincoli operativi: domande mirate che obbligano a esplicitare assunzioni e decisioni
  • Identificazione di: criticità principali, impatti invisibili, dipendenze critiche e trade-off
  • Produzione di proposte: alternative praticabili, riduzioni possibili, priorità di intervento

Restituzione e sintesi operativa

  • Condivisione per gruppi: cosa abbiamo scoperto, cosa cambieremmo, quali trade-off emergono
  • Discussione guidata: confronto tra soluzioni e criteri di scelta
  • Sintesi plenaria: traduzione dell’analisi in decisioni concrete
  • Chiusura con priorità: cosa si può modificare subito / cosa richiede revisione strutturale / cosa implica cambiamento culturale o istituzionale

Output

  • Mappa dell’impatto ambientale del progetto (risorse, rifiuti, dipendenze critiche nella filiera)
  • Lista di priorità e azioni concrete, organizzate per fattibilità: subito / da pianificare / strategiche
  • Mini-framework riutilizzabile per integrare criteri ambientali in grant, protocolli e nuovi progetti

La qualità della ricerca non si misura solo nei risultati, ma nelle domande che scegliamo di porci prima di iniziare. Integrare equità e sostenibilità nel design della ricerca non è un passo in più. È il passo che rende il resto più solido.

Se vuoi portare uno di questi laboratori nella tua scuola di dottorato, nel tuo dipartimento o nel tuo centro di ricerca, scrivimi. Possiamo adattare il percorso al vostro ambito disciplinare e lavorare su casi reali.

Per personalizzare il tuo percorso, contattami a lamezzamisura@gmail.com