Senza dimenticare la sostenibilità

Te lo dico subito: l’Europa sta cercando disperatamente progetti come il tuo.
Se hai in mente qualcosa che migliori la salute delle persone e lo fai in modo sostenibile, integrando ambiente e attenzione sociale, sei nel posto giusto al momento giusto e devi solo metterti a cercare nel cesto dei bandi.
Lo so, lo so. Appena si parla di “finanziamenti europei”, la prima reazione è un misto tra panico e rassegnazione. Moduli infiniti, burocrazia che sembra una giungla, e la sensazione di essere sempre un passo indietro rispetto a chi li sa già fare.
In realtà, dietro quei paroloni ci sono opportunità molto più accessibili di quello che sembra. Basta sapere dove guardare, e come raccontare il tuo progetto nel modo giusto. Serve anche la squadra vincente, sì. Insomma, è una ricetta complessa che vuole anche la sua dose di fortuna, ma l’importante è cominciare.

Partiamo dall’inizio: perché oggi la salute sostenibile è una priorità europea
Qualche anno fa, se parlavi di sostenibilità in ambito sanitario, ti guardavano un po’ storto. Era un’accoppiata che non suonava proprio naturale. Salute era salute. Ambiente era ambiente. Due binari paralleli destinati a incontrarsi solo in alcune occasioni.
Adesso invece sta cambiando tutto, per fortuna. La pandemia, le crisi ambientali, le disuguaglianze sanitarie che sono esplose in faccia a tutti… hanno fatto aprire gli occhi anche ai più scettici. La questione è semplice: non possiamo più parlare di salute senza pensare alla sostenibilità. Un sistema che utilizza grandi quantità di risorse, che inquina, o che esclude fasce di popolazione non è più accettabile. Punto.
Ora, l’Europa non solo lo ha capito, ma ci sta investendo cifre importanti. Quindi non è solo una dichiarazione d’intenti, è una concreta possibilità di finanziamento per chi vuole portare idee nuove, innovative, e sostenibili. E tu puoi far parte di questa rivoluzione.
Ok, ma da dove si comincia?
Il primo passo, come sempre, è orientarsi.
Il mondo dei finanziamenti europei sembra un po’ un labirinto, ma facendoti strada e facendoti aiutare capisci che non è poi così male. Ci sono alcuni programmi fondamentali che devi conoscere se stai lavorando su un progetto di salute sostenibile.
Li vediamo qui, senza troppi paroloni.
Horizon Europe (il re della ricerca e innovazione)
Se c’è un programma che devi avere in radar, è Horizon Europe.
Pensa a Horizon Europe come al grande ombrello sotto cui passano le iniziative più ambiziose. Dentro ci sono diversi “cluster”, e quello che ti interessa di più si chiama Cluster 1: Health. Qui ci finiscono progetti che migliorano la salute pubblica, rafforzano i sistemi sanitari, e rendono le cure più accessibili e sostenibili.
Ma c’è anche il Cluster 6, dedicato a bioeconomia e ambiente. Se la tua idea tocca la salute e l’ambiente insieme — ad esempio, se sviluppi dispositivi medici più ecologici o se riduci l’impatto ambientale dei processi sanitari — vale la pena darci un’occhiata.
Per farti un esempio pratico: progetti che ripensano da zero i laboratori di ricerca medica, trasformandoli in ambienti a basso consumo energetico e con gestione intelligente dei rifiuti. Piccole grandi rivoluzioni. Perché a volte non serve inventare cose da zero ma migliorare quelle che già stiamo facendo o gli strumenti che stiamo usando per farle.
EU4Health (la salute al centro)
Se Horizon è il re della ricerca, EU4Health è il cuore pulsante della salute in Europa.
È nato in risposta alla pandemia, ma la sua visione è più ampia e guarda avanti e punta a rafforzare i sistemi sanitari, migliorare la salute mentale, potenziare la prevenzione e promuovere la digitalizzazione delle cure, il tutto con una grande attenzione alla sostenibilità.
Un esempio concreto?
Ci sono progetti finanziati da EU4Health che portano la telemedicina anche nelle zone più remote, riducendo la necessità di spostamenti per ricevere cure. Meno viaggi, meno inquinamento, cure più accessibili per tutte le fasce di popolazione.
LIFE Programme (l’insospettabile alleato green)
Ammettilo: LIFE ti suona più come qualcosa da ambientalisti hardcore che da innovatori della salute.
E invece no. Il LIFE Programme è pensato per finanziare progetti che abbiano un impatto positivo sull’ambiente e sul clima, ma la connessione con la salute è fortissima. Perché, alla fine, respirare aria pulita, vivere in ambienti salubri e limitare l’esposizione a sostanze nocive sono tutti tasselli fondamentali per una società più sana. Per dirla semplice: LIFE finanzia anche progetti per migliorare la qualità dell’aria nelle città, riducendo l’incidenza di malattie respiratorie croniche. Parliamo di prevenzione, quindi uno strumento utile perché limita l’incidenza di malattie e, di conseguenza, la necessità di curarle.
European Innovation Council (per le idee che spaccano)
Se hai un’idea davvero innovativa, una di quelle che fanno dire “wow” anche ai revisori più scettici, allora dai un occhio all’EIC, il Consiglio Europeo per l’Innovazione. Questo è il programma che punta a sostenere progetti ad alto potenziale innovativo. Non è per tutti, serve una proposta forte e una visione di mercato chiara. Ma la buona notizia è che, oltre all’innovazione tecnica, l’EIC guarda con grande attenzione anche alla sostenibilità ambientale e sociale.
Se hai in mano una soluzione che rivoluziona la diagnosi precoce o il monitoraggio della salute in modo sostenibile, è la tua occasione.

Come raccontare il tuo progetto
Una cosa da sapere è che il tasso di successo di vincita dei progetti, in generale, non è elevata. Con chiunque parli, scopri che il tasso è spesso intorno al 10-15%.
Una cosa che ti è ancora più utile sapere è che molti progetti vengono scartati non perché l’idea sia scarsa, ma perché non è raccontata bene.
E qui puoi fare la differenza. Quando descrivi la tua proposta, non limitarti a dire che “consideri la sostenibilità”.
La sostenibilità non è una spezia da aggiungere al minestrone insieme a tutte le altre, è la pentola in cui lo stai cuocendo. Deve essere un approccio e questo puoi mostrarlo con fatti concreti: parlando di materiali riciclabili, di imballaggi intelligenti, di scelte consapevoli, spiegando come ridurrai i consumi energetici, o come limiterai la produzione di rifiuti, descrivendo come garantirai un’infrastruttura a basso impatto energetico se c’è una forte componente digitale.
E soprattutto, inserisci sempre un piano di misurazione degli impatti con indicatori chiari, senza dimenticare la sostenibilità sociale, che è fortemente connessa a quella ambientale (ed economica).
Lo abbiamo già detto altre volte, ma lo ripetiamo: per pensare un progetto inclusivo, che sia accessibile anche a persone con disabilità o in contesti socio-economici fragili serve coinvolgere gli stakeholder, come pazienti, associazioni, operatori sanitari. L’Europa vuole vedere progetti che nascono dal dialogo con la società.
Se hai un’idea, questo è il momento giusto

E’ questo il momento per lanciare progetti che uniscano innovazione, salute e sostenibilità. L’Europa sta cercando nuove idee, nuovi approcci, nuove persone che abbiano voglia di portare una ventata di cambiamento vero. Anche se sei una startup, una PMI, o un gruppo di ricerca piccolo, hai tutte le carte in regola per farcela.
Le notizie attuali non sono incoraggianti, sul fronte geopolitico. Già qualche anno fa era nato un bel discorso sulla possibilità di rafforzare a livello europeo la produzione di alcuni prodotti, in particolare nel campo della salute, per ridurre la dipendenza da altri stati e far sì che le catene di approvvigionamento non si schiantassero nuovamente in caso di eventi mondiali come le pandemie. Ora non sono solo le pandemie e a preoccuparci e la possibilità di costruire infrastrutture e “coltivare” tecnologie a portata di mano è da cogliere subito. Quindi, se hai in mente un progetto che può migliorare la vita delle persone e allo stesso tempo rispettare l’ambiente, non lasciare che resti solo un’idea nel cassetto.
A questo proposito, prima di chiudere, ti lascio un ultimo spunto che vale la pena tenere d’occhio: si chiama STEP, che non è solo una sigla ma una vera e propria piattaforma strategica pensata dall’Europa per dare una spinta decisa all’innovazione nei settori più critici.
Il nome per esteso è Strategic Technologies for Europe Platform — ed è stato messo in piedi proprio per rafforzare l’industria europea e convogliare investimenti sulle tecnologie strategiche di domani. Il bello di STEP è che non si limita a un singolo fondo, ma mette in connessione ben 11 programmi europei, puntando dritto su tre grandi aree di investimento:
le tecnologie digitali e l’innovazione deep-tech,
le tecnologie pulite ed efficienti nell’uso delle risorse,
e ovviamente le biotecnologie, che sono un po’ il cuore pulsante di tante soluzioni per la salute sostenibile.
In più, e questa è una parte che mi piace molto, STEP non finanzia solo i progetti in sé ma anche la crescita delle competenze necessarie per svilupparli. Insomma, non è solo una questione di soldi, ma di costruire un vero e proprio ecosistema europeo fatto di persone preparate, imprese innovative e idee solide che sappiano guardare lontano.
Se stai progettando qualcosa che incrocia la salute, la sostenibilità e l’innovazione tecnologica, STEP potrebbe essere quel tassello in più che completa il puzzle. Una spinta extra per trasformare un’idea brillante in una realtà concreta, capace di fare davvero la differenza.
Qui trovi link utili per dare un’occhiata in più.
Alla prossima… direttamente da Expo OSAKA!

