Siamo fatti così: basta saperlo

Un esercizio di riflessione sulle intersezioni vitali

“Hope is an embrace of the unknown and the unknowable, an alternative to the certainty of both optimists and pessimists.”

Oggi le parole di Rebecca Solnit mi risuonano particolarmente calzanti perché trovo che il concetto di speranza sia sempre più permissivo e gentile di qualsiasi verità granitica, permette di dare spazio ad una delle cose che ritengo fondamentali: l’esplorazione di sé. Conoscere noi stessi non è figo solo perché lo diceva quel capoccione di Socrate, lo è perché permette di capire anche il modo più efficiente di rapportarsi con quello che ci sta intorno e con le situazioni di emergenza.

Siamo fatti di identità multiple (sì, anche tu che non sei Gemelli) e ognuna di loro sta nel mondo, potenzialmente, in un modo tutto suo. Quando le sommiamo, complichiamo notevolmente le cose ma quello che ne esce è piuttosto interessante.

Non stiamo entrando in una seduta di psicoterapia, promesso. Però, sull’onda dell’entusiasmo per questa mattinata introspettiva, ti propongo una riflessione per esplorare tre dimensioni e capire come le tue identità si relazionano con questa situazione.

Per prima cosa, leggi questo breve estratto:

“L’intersezionalità è un quadro critico utilizzato per comprendere le esperienze uniche delle persone, i rischi e le resilienze, e come questi sono modellati da molteplici sistemi di potere”

(Puoi leggerlo tutte le volte che vuoi, è mattina, lo capisco)

Ora rifletti su come le tue diverse identità (es. genere, età, etnia, classe sociale) influenzano la tua salute e la tua percezione dei rischi legati al cambiamento climatico.

Identifica tre identità che ritieni importanti nella tua vita e prova a pensare a come ciascuna di queste identità influenzi la tua salute e la tua vulnerabilità ai rischi climatici.

Pensa a una situazione recente in cui il cambiamento climatico ha avuto un impatto sulla tua salute o su quella della tua comunità (es. ondate di calore, inquinamento dell’aria, piogge torrenziali).

Come le tue diverse identità hanno influenzato la tua esperienza in quella situazione?

Come si sono intersecate per influenzare la tua esperienza di salute?

Hai provato una sensazione più legata al potere o all’impotenza?

Hai pensato al tuo livello di privilegio? E se sì, cosa hai concluso?

Una riflessione come questa può durare 5 minuti o 5 giorni, ma non c’è fretta. Prenditi tutto il tempo che vuoi e, quando hai modo di farlo, pensa a tre azioni concrete che puoi intraprendere nella tua vita quotidiana per migliorare la tua salute e quella della tua comunità in un contesto di cambiamento climatico, adottando un approccio più inclusivo e intersezionale.

Quello che abbiamo appena fatto è promuovere la consapevolezza di come le diverse identità influenzano le nostre esperienze di salute e risposte ai rischi climatici, incoraggiando un approccio più inclusivo e consapevole alle soluzioni per il cambiamento climatico e la salute.

Puoi proporre lo stesso esercizio ad altre persone, confrontarti con loro o pensare e ragionare in maniera autonoma e riflessiva: come preferisci.

Ci sentiamo tra qualche giorno 😊